Decreto di Consacrazione

stemma-giuliodori

Visualizza Decreto

Figli della Luce

stemma-con-scritta

Facebook

Testimonianza Cripta Parrocchia Immacolata - Lombardelli Loretta


Ciao a tutti, sono Loretta, già ci conosciamo con tutti voi.

Mi trovo nella realtà dell’”Associazione Mariana Regina dell’Amore” dal settembre 1998.

La prima volta che venni era un sabato sera e venivo al primo incontro di preparazione alla consacrazione al Cuore Immacolata di Maria. Fin da quel momento - che ancora oggi è impresso nella mia mente - già all’ingresso, in quella porta, mi sono sentita finalmente a casa!

Come sono arrivata qui? Perché e cosa c’è dietro?

.

La mia infanzia, la giovinezza, l’adolescenza è stata come quella di tanti altri giovani della mia età, con la scuola, ho avuto la fortuna anche di frequentare l’Università, con le amicizie, gli affetti, ho avuto anche un’esperienza di fidanzamento di due anni; ma in tutto questo si intravedeva un segno, una nota particolare: l’inquietudine. Non avevo mai pace, non ero mai serena; ero sempre alla ricerca di qualcosa che non raggiungevo mai, nonostante raggiungessi i traguardi che mi prefiggevo.

C’era come un vuoto, una sete dentro di me. A questo proposito vi ripeto le parole che mi dicono oggi gli amici di un tempo: “Tanta era l’inquietudine che avevi allora, quanta è la pace che trasmetti oggi”. E’ proprio così. Oggi rivedo questa inquietudine e la comprendo, la interpreto in maniera diversa: quel Cuore a cui il 18 giugno prossimo, insieme ai miei fratelli, mi consacrerò totalmente, mi stava richiamando a sé, mi faceva capire che il mio cuore non era e non è per quegli affetti, per quella persona, per quelle cose, ma è Suo, solo Suo!

La sofferenza poi si è in poco tempo intensificata ed io, anche se allora non pregavo, domandavo a Lui, piangendo, la ragione di tanta sofferenza, di tanta inquietudine. La risposta arrivò a breve, attraverso la preghiera. Mi ero allontanata dalla fede, dalla Chiesa, non andavo alla S. Messa, ero lontana dai sacramenti, ma una persona mi fece pregare il santo rosario; si trattava - guarda caso – di un consacrato al Cuore Immacolato di Maria, consacrazione fatta a San Martino di Schio.

Durante quel rosario, sin dalle prime ave Maria che recitai, scoppiai in un pianto a dirotto; non sapevo perché piangevo e cercavo di rassicurare la persona che era vicino a me, dicendogli che non sapevo perché piangevo e questa mi ripeteva: “Stai tranquilla, la preghiera sta operando”.

Ho iniziato poi a sentire improvvisamente, inaspettatamente un amore immenso, che ho subito riconosciuto – pur non avendolo mai sperimentato prima - come l’amore del Padre…e questo amore mi avvolgeva completamente. Fino a quel momento avevo sempre pensato che l’amore più grande al mondo fosse quella di un genitore verso un figlio, ora scoprivo un amore immensamente più grande, incondizionato, totale…Avevo trovato tutto! …Anche quella pace che avevo sempre cercato.

Appena tornata a casa ho così deciso subito dentro di me che non volevo perdere quello ho avevo finalmente trovato e visto che la Madonna attraverso la preghiera del rosario mi aveva donato la pace e la grazia di conoscere l’amore del Padre, feci una promessa con me stessa: avrei recitato tutti i giorni il santo rosario, affinché Lei continuasse a guidarmi come voleva.

Dopo pochi mesi ricevetti una chiamata più forte. Mi trovato in treno e stavo leggendo l’autobiografia di una signora deceduta, che aveva fatto tanto del bene nella sua vita. All’ultima pagina del libro mi venne un pensiero: “Che bello fare del bene”. Quel libro infatti mi aveva lasciato tanta dolcezza. “Perché non farne anche io nella mia vita?”. Ma a questo seguì un altro pensiero che non mi aspettavo, fulmineo, istantaneo: “Perché non dedicare tutta la mia vita a fare del bene?”. Sentivo questo pensiero come un pensiero-certezza, come se fosse una verità, una cosa che non lasciava adito a dubbi. Mentre la prima esperienza mi aveva lasciato tanta pace, questa volta alla pace si accompagnava una grande gioia, una sorta di realizzazione, una pienezza! …una gioia non come quella del mondo, che eccita e poi svuota, lasciandoti un po’ deluso, ma una gioia piena, nella pace.

Iniziai poi a sentire il bisogno di fratelli, di una comunità con cui camminare e condividere la mia esperienza di fede. Desideravo nel mio cuore di andare a Fatima, ma mi fu proposto un pellegrinaggio a Medjugorje  e subito dissi di sì, tanto che mi domandavo: “Perché ho detto di sì, io volevo andare a Fatima, non a Medjugorje!”. Inoltre a quel pellegrinaggio prendevano parte tutte persone di una certa età, non c’erano giovani. Ma fu proprio in quel pellegrinaggio che una persona che si era consacrata al Cuore Immacolato di Maria –ancora una volta l’elemento della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria che ritorna - mi invitò a fare il percorso di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria qui, in questa cripta. Io dissi di sì, ma poi la cosa passò di mente.

Quella persona tuttavia fu tenace; si era segnata il mio numero di telefono e mi chiamò pochi giorni prima che iniziasse il primo incontro; su questo sollecito, venni. Mi ricordo l’ingresso in quella porta, mi accolsero due ragazze che portavano al collo la medaglia miracolosa, come me, e lì vidi il segno della Madonna che mi diceva: “Eccoti arrivata a casa”.

Mi colpirono tante cose: l’atteggiamento dei ragazzi, ma anche il vestito delle ragazze, perché ero assetata di Verità, di Vangelo, e vedere dei giovani che, in questo mondo, dove si propaganda tanto il primeggiare, l’apparire, il piacere, andavano contro-tendenza, era per me un segno di autenticità, era quello che stavo cercando.

Mi colpirono anche le parole di Maria Chiaramoni, la responsabile del gruppo mariano; nelle sue parole trovavo il Vangelo puro, non diluito, senza compromessi, senza abbellimenti, era ciò che dissetava la mia sete, ciò che io cercavo. In questa realtà il Signore mi ha donato anche una guida spirituale con cui discernere e capire la Sua volontà e così la vocazione che sentivo si è maturata; mi sono innamorata di Gesù e la mia donazione a Lui non rappresentava più solo il senso della mia vita, ma Lui era ed è anche lo Sposo, l’uomo della mia vita che ho sempre cercato.

Una nota conclusiva: i segni di questa chiamata li ritrovo anche nella mia giovinezza; ricordo bene che quando andavo a ricevere l’eucarestia, spesso venivano cantati canti vocazionali e il mio cuore durante questi canti si appassionava. Ce n’era uno in particolare, Symbolum 77, che alla frase: “Tu sei la mia vita” cantavo appassionatamente, con tutto il cuore. Mi domandavo allora preoccupata: “Che significherà questo? Perché il cuore mio si accende durante queste parole?”…. La frase che ho sentito per la mia chiamata è: “Per me vivere è Cristo”. Sono le stesse parole che già allora cantavo appassionatamente a Lui!

Consacrarmi a Gesù, per me, oggi è, pur nella mia debolezza, cercare di fare in ogni momento, di essere, Sua volontà. Ringrazio il Padre per quello che ha pensato per me fin dall’eternità, Maria Santissima, la Sua presenza è stata dietro ad ogni cosa, ad ogni avvenimento della mia vita; Ella mi ha sempre custodito e guidato… Ringrazio tutti voi per le vostre preghiere e vi chiedo di continuare a pregare per noi; ringrazio la mia guida spirituale, i mie fratelli nella fede. ..Grazie!